
E' una danza calda, carica di desiderio, di erotismo quella che Luciano Padovani ha creato per "Passione" lo spettacolo per quattro danzatrici della compagnia "Naturalis Labor" andato in scena mercoledì sera al Garybaldi di Settimo per la rassegna "Divine 99".
E' una danza che ora si fa rapida, sferzante con i corpi che si gettano sui letti, che cadono e rotolano a terra; ora si illanguidisce in gruppi plastici, come delle pietà, delle deposizioni tutte al femminile. Al desiderio si alterna la violenza, alla sessualità il rapimento mistico.
Sergio Trombetta - La Stampa
In 50 minuti di spettacolo, il giovane coreografo vicentino affronta un argomento difficilmente definibile e identificabile quale quello della "passione" risolvendo non in senso politico, etico o morale ma come sentimento concreto, intriso di umanità, vissuto da quattro protagoniste, tutte donne.
Gelosia......., invidia, pietà, sacrificio, solidarietà si trasfondono nella gestualità della danza per dare origine ad una storia di incontri al femminile, una scatola nera dalla quale trabocca la passione attraverso la con-fusione dei ruoli e la non-definizione dei sentimenti. La coreografia di Padovani, forte e serena, trasmette in maniera lucida e chiara al pubblico i percorsi sentimentali delle quattro protagoniste, interpretate con grande intensità da Silvia Bertoncelli, Cristina Bucci, Chiara Frigo, Giovanni Gech.
Alessio Guerra - Gli Amici della Musica
Come nei quadri di Caravaggio: le ragazze della compagnia di teatro-danza Naturalis Labor mettono in "Passione", il loro ultimo lavoro prodotto insieme al Teatro Olimpico di Vicenza, una forza, una tensione dinamica e drammaturgica da riportare all'intensità e al realismo pittorico. E saranno storie di donne, storie di sofferenza, di ricordi dolorosi portati in scena da Silvia Bertoncelli, Cristina, Chiara Frigo, e Giovanna Gech.
...e soprattutto di valutare la progressiva, costante crescita di un coreografo vicentino, Luciano Padovani, il quale con "Passione" - brano per sole donne che esplora tensioni, amicizia, rivalità e affetti anche morbosi - ha dato prova di una notevolissima maturità drammaturgica e compositiva.
L'augurio è che si concretizzi il progetto di collaborazione con il BdT, che dovrebbe aver luogo proprio sotto gli auspici di Abano Danza.
Vittoria Doglio - il Giornale della Musica
Presentato l'altra sera al Teatro Olimpico l'ultimo spettacolo di Luciano Padovani. Applaudita la prova di Silvia Bertoncelli, Cristina Bucci, Chiara Frigo e Giovanna Gech.
In questo contrasto dalle vibrazioni raffinatissime, la prova delle quattro protagoniste, oltre che per la naturale prestanza atletica anche per l'evidente coerenza di un progetto coreografico su cui le danzatrici della compagnia " Naturalis Labor" (realizzati da Stefania Muraro) hanno marcato la cocente espressività di una gestualità radente e intensissima. Calorosissimi gli applausi del pubblico.
Maurizia Veladiano - Il Giornale di Vicenza
Spettacolo duro questo di Padovani. Solo in qualche momento la tensione si stempera in sazietà. Ma in scena le ragazze sono sempre bravissime: Bertoncelli, Bucci, Frigo, Gech. Le essenziali scene di Mauro Zocchetta creano la perfetta atmosfera claustrofobica. E le musiche sono di grande effetto, sia gli splendidi brani tratte dalle Passioni di Bach e Pergolesi, sia quelle originali, dalle drammatiche sonorità, di Diego Dall'Osto.
Paola Bruna - Il Gazzettino
Una "storia" a quattro, tra i letti e un tappeto Ed è questo uno degli altri elementi essenziali dello spettacolo: i letti che diventano di volta in volta porte se rizzati in piedi, oppure torrette di un immaginario lager, oppure ancora croci sulle quali la passione si trasforma in un gioco mortale.
Luigi Fertonani - Bresciaoggi
Sulle musiche di Bach e Pergolesi i desideri, l'amicizia e la conflittualità di quattrodonne che si amano sono coreografati da Luciano Padovani con acuta e spericolata originalità. Ritratte nel loro sensuale, affannato rincorrersi e abbracciarsi, le donne di Padovani scardinano gli stereotipi femminili che, per secoli, hanno costituito l'unico ideale femminino e cercano altrove la loro identità.
Claudia Allasia - la Repubblica
Incantevole e crudele la presenza sul palco, mentre tutto avviene, delle quattro protagoniste, confidenti, rivali e amanti, costrette a una fisica segregazione (un tappeto amaranto e quattro letti, ferro e legno che divengono porte torri trincee) e a un'ideale esplosione di libertà fatta di picchi di desolazione, di speranze e di aggressività, in una volta, di vero amore. Interpreti di questo tripudio di corpi e sentimenti: Silvia Bertoncelli, Chiara Frigo, Martina Cortelazzo e Giovanna Gech.
Diego Bertelli - La Nazione
Passione, dopo averti mostrato mattanze del corpo e dello spirito, dopo averti mostrato corpi induriti dalla vita che "fuggono in alto" per liberare il pensiero, conferma che il riscatto è possibile. Ecco così, alla fine, le quattro interpreti attaccate ciascuna alla rispettiva struttura lignea messa in piedi, volare nel cielo come quattro angeli: non angeli dell' Apocalisse ma angeli del nostro immaginario più buono.
Enrico Pieruccini - L'Arena