
Ecco dunque uno spettacolo essenziale, d'immagini liriche e dense, di umori metropolitani filtrati da una certa iconografia per la quale Padovani mette in scena una compagnia di sei eccellenti danzatori.
Paola Calvetti - 'Grazia'
Ciel de fer testimonia l'amore di Padovani per la pittura fiamminga e diventa espressione di una ribellione rude e scientifica nelle acrobazie da cascatori, ma in una versione morbida, narrativa, latina con richiami ad un Medioevo nordico. Un'opera seconda schietta, sincera.
Elisa Vaccarino - 'Il Giorno'
Ciel de fer è il primo lavoro impegnativo del giovane coreografo Luciano Padovani. Ecco la presenza di una danza che fa esplodere l'energia repressa in quei voli orizzontali rispetto al suolo, in quelle prese ansimanti, in quei duetti rudi che sono la cifra stilistica dell'autore.
Elisa Vaccarino - 'Balletto Oggi'
A nostro avviso si tratta di uno spettacolo che merita certamente l'attenzione del pubblico.
Franco Calenco - 'La nuova Vicenza'
In Ciel de fer il linguaggio post-moderno è impiegato in maniera intelligente. Padovani mostra delle raffinatezze di stile e una grande tensione nel discorso coreografico che è sempre espressione di creatività personale.
Paola Bruna - 'Il Gazzettino'